Dormire in Molise

Le nostre camere

Se decidete di passare le vostre vacanze in Molise, visitare le vicine Isole Tremiti e nuotare nel mare bandiera blu di Termoli, scegliete Le Terre del Sacramento. La struttura dispone di quattro camere per gli ospiti: una camera matrimoniale, una camera tripla ed una camera singola. Le camere sono tutte molto luminose e con vista sulle colline circostanti o sul lago.

Le camere sono piccole, poichè nate dalla ristrutturazione di un vecchio casale, tuttavia dispongono di ogni comfort: sono dotate di servizi privati, tv, connessione ad internet wifi gratuita, impianto autonomo di riscaldamento e raffrescamento a pavimento. Ogni camera prende il nome da uno dei protagonisti del libro di Francesco Jovine "Le Terre del Sacramento".

Camera LAURA
Camera Enrico
Camera LUCA
Camera CLELIA

La camera più grande, dai toni lilla e con fantasie floreali, è dedicata a Laura De Martiis: bella e ambiziosa, figlia dell'ex presidente di Corte d’Appello De Martiis, decide di sposare per interesse Don Enrico Cannavale, proprietario delle Terre del Sacramento. "La ragazza aveva studiato per molti anni al conservatorio senza mostrare eccezionali disposizioni all'arte che coltivava. Tra i suoi compagni di era fatta la fama di esecutrice impeccabile ma fredda e senza estro. Forse questi suoi amici ammiravano in lei più la bellezza del viso, la sciolta morbidezza del corpo che il talento musicale."

Al protagonista del romanzo, Luca Marano, è intestata la camera verde, verde come la speranza che egli possiede di ribellarsi ai raggiri e le astuzie di Laura contro i contadini delle terre. "Luca si lavava a torso nudo. Si strofinava con l'asciugamano liso e non troppo pulito, fino ad avere la pelle rossa. Quando ebbe finito di lavarsi, di asciugarsi, stirò due o tre volte le braccia muscolose come cercasse, per il suo vigore, un punto di applicazione: una dura fatica o un'improvvisa zuffa."

A Don Enrico Cannavale è dedicata la camera vista lago sui toni del blu, colore freddo come la personalità dell'avvocato e il rapporto che lo lega alla moglie. "Quest'uomo irrequieto, di pelo rossigno, dagli occhi furibondi o dolci, a seconda del moto interno dell'anima, noto per le brighe coi suoi concittadini, o per la sua generosità, aveva messo in subbuglio l'anima di Clelia nelle rare volte che le era capitato di vederlo."

Una camera piccola, con un letto da una piazza e mezzo, è la camera Clelia, cugina e domestica del potente Don Enrico. "Clelia Cannavale era una ragazza alta, di viso olivastro, bocca carnosa, zigomi rilevati, grandi occhi color marasca. Aveva un contegno tra il timido e il categorico. Diceva con un bisbiglio, appena percettibile, cose di nessun rilievo che acquistavano, così, l'aria di segreti inviolabili, oppure parlava a voce alta un italiano libresco."

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